SHANGHAI (CINA) – Una vera e propria Caporetto. Per quanto temuta e designata, puntualmente ed amaramente realizzata. Il tabellone dell’atto conclusivo ma soprattutto quello più prestigioso dei Masters 1000 di Shanghai perde qualsiasi tipo d’azzurro. Fuori tutti gli italiani, ci pensano pure Darderi e Matteo Arnaldi a completare l’opera.
Nel sabato d’Oriente, Arnaldi quantomeno a testa alta. Dimostra quanto e come stia crescendo, diventando grande, affilando gli artigli. Oggigiorno prova a lottare e soprattutto continua a dar filo da torcere pure ai migliori. Come Fritz, in questo caso. L’americano che passa sudando e faticando, prima 7-5 quindi 6-4, punteggi che descrivono tanto di quanto abbia sofferto il sanremese. Un peccato, a livello di sorteggi, a dir la verità.
Decisamente meno scuse per Luciano Darderi. L’italoargentino che vive pure lui, forse in tinta unita con tanti colleghi connazionali, un periodo decisamente magro ed incolore. Stavolta con Tsitsipas non c’è stata storia, due set letteralmente dominati e soprattutto divorati dall’avversario. Una sconfitta col numero 43 al mondo che resta decisamente più criticabile e contestabile.
Si chiude dunque già al secondo turno l’esperienza azzurra ai Masters 1000 di Shanghai. Un’autentica Caporetto, descritta passo dopo passo e giorno dopo giorno. Fuori i romani Berrettini e Cobolli, Musetti l’ombra di sé stesso, Cinà e Bellucci ancora troppo acerbi. E meno male che senza Sinner avrebbero tutto dovuto dar e regalar qualcosa in più. Al terzo turno di un 1000 come questo, nemmeno un italiano: questo il quadro decisamente desolante.

