Bagnoregio e Bolsena nella storia: trionfo assoluto, sono la Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028
Cronaca
12 Ottobre 2026
Bagnoregio e Bolsena nella storia: trionfo assoluto, sono la Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028

TUSCIA – Un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava pura utopia, oggi si trasforma in una realtà destinata a segnare per sempre le sorti della Tuscia. Bagnoregio e Bolsena hanno conquistato ufficialmente il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea per l’anno 2028, trionfando con un progetto capace di unire visione, radici e innovazione.

A farsi portavoce dell’entusiasmo di questa giornata storica è il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che non nasconde l’enorme portata del risultato: «Siamo nella storia! Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Oggi è realtà. Un risultato straordinario, un’emozione enorme, una giornata che resterà nella storia del nostro territorio». Per Profili, il successo nasce dalla forza della sinergia e dall’audacia di guardare oltre gli orizzonti abituali: «Abbiamo creduto in un’idea ambiziosa, abbiamo lavorato insieme e abbiamo avuto il coraggio di guardare lontano. Oggi raccogliamo il frutto di un percorso che dimostra quanto si possa realizzare quando si crede davvero nelle potenzialità della propria terra. È la vittoria di due Comuni che hanno scelto di fare squadra, di una Tuscia che vuole essere protagonista, di un territorio che non smette di sognare e di costruire il proprio futuro». Un’opportunità irripetibile che guarda dritto allo sviluppo culturale e turistico del territorio: «Un’occasione straordinaria per la cultura, per i giovani, per il turismo e per le nuove generazioni. Oggi festeggiamo. Da domani, ancora più determinati, al lavoro per scrivere una nuova pagina della storia della nostra terra. Passo dopo passo!».

Sulla stessa linea il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte, che delinea già il peso istituzionale e le sfide che attendono i due borghi nei prossimi anni: «Abbiamo l’obiettivo di diventare un modello per l’arte contemporanea. Essere capitale ora ci impone una grande responsabilità, tra tutte quella di essere rappresentativi per l’Italia tutta e per il nostro territorio».

A sancire il trionfo della candidatura congiunta sono state le motivazioni espresse dal Ministro della Cultura in sede di proclamazione, che ha evidenziato come il dossier della Tuscia abbia saputo interpretare la creatività non come un prodotto effimero, ma come un lascito duraturo per la comunità. «Il progetto — ha spiegato il Ministro — si distingue per la piena e documentata aderenza agli obiettivi del bando e per una visione che assume l’arte non come evento da consumare, ma come infrastruttura culturale permanente. Ogni azione proposta è concepita per radicarsi nei luoghi e per continuare a produrre effetti quando l’anno della designazione sarà concluso».

L’arma vincente di Bagnoregio e Bolsena è stata la capacità di non snaturare la propria essenza, facendola dialogare armoniosamente con i nuovi linguaggi artistici. «Il programma artistico è di alto profilo — ha concluso il Ministro — e dialoga con l’identità dei luoghi senza sovrapporsi a essi. Le opere nascono dal rapporto con il paesaggio, con la storia delle comunità, offrendosi nello spazio della vita quotidiana in continuità con il passato». Una continuità che oggi, di fatto, spalanca alla provincia viterbese le porte del palcoscenico culturale nazionale.