Bagnoregio e Bolsena capitale dell’arte: “La Tuscia non giochi al campanile, questa vittoria è l’occasione per fare squadra”
Cronaca
19 Ottobre 2026
Bagnoregio e Bolsena capitale dell’arte: “La Tuscia non giochi al campanile, questa vittoria è l’occasione per fare squadra”
Un tandem di due giovani sindaci, energici e visionari, accompagnati da un comitato scientifico d'eccezione. Ecco la ricetta che permesso al progetto "Arte che va, arte che viene" di emergere e vincere la competizione nazionale Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2028

VITERBO – Una sinergia vincente che abbatte i vecchi confini della rivalità territoriale per puntare dritto al futuro. Si è tenuta questa mattina, lunedì 19 ottobre, nella cornice dello Spazio Attivo di Lazio Innova in via Faul a Viterbo, la conferenza stampa di presentazione di “Arte che viene, arte che va”, il progetto con cui Civita di Bagnoregio, in aggregazione con Bolsena, ha conquistato lo storico titolo di Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. Un traguardo di altissimo profilo, illustrato dai sindaci Luca Profili e Andrea Di Sorte, dalla coordinatrice Maria Teresa Grillo, dal membro del comitato scientifico Massimiliano Capo e dal dirigente scolastico Massimo Angeloni.

Il percorso che ha portato i due borghi sul tetto d’Italia è il frutto di un lavoro corale fondato sulla fiducia reciproca. «È un percorso cominciato mesi fa, subito condiviso dai sindaci che hanno mostrato una fiducia tale da permettere a tutti di crescere insieme — ha sottolineato Massimiliano Capo aprendo i lavori —. Due piccoli borghi, ma abituati a grandi numeri, che hanno stretto una sinergia importantissima e proficua per il territorio».

A entrare nel dettaglio della proposta culturale è stata la coordinatrice Maria Teresa Grillo, che ha evidenziato il carattere innovativo e a lungo termine dell’iniziativa: «È un progetto complesso che non si esaurirà nel tempo, anzi. Il nome stesso, “Arte che viene, arte che va”, allude a un doppio movimento: un percorso che nascerà sul territorio con opere site-specific che in primis coinvolgerà scuole, giovani e famiglie». Il dossier ha conquistato la giuria ministeriale proprio per la sua capacità di non limitarsi a “portare la kermesse”, ma di favorire la comprensione dell’arte contemporanea attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni.

Il piano prevede il coinvolgimento di grandi firme internazionali del calibro di Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni, Nico Vascellari e Tobias Rehberger. Proprio a quest’ultimo si deve la concezione de Il Baleno, un mezzo di trasporto elettrico e al tempo stesso un’opera d’arte viaggiante che fungerà da laboratorio mobile. Di primissimo piano anche la partnership scientifico-educativa con la Fondazione Reggio Children, ente di eccellenza internazionale il cui approccio innovativo verrà trasmesso agli educatori locali attraverso classi pilota, a partire dall’Istituto Omnicomprensivo “Fratello Agosti” di Bagnoregio.

Sull’impatto formativo e sociale del progetto ha posto l’accento il dirigente scolastico Massimo Angeloni: «Sono appassionato a questo progetto per due motivi, il primo per il coinvolgimento diretto dei nostri studenti, che non sono semplici destinatari ma il cuore pulsante dell’iniziativa — ha dichiarato dal palco —. Lavoreremo sulla contaminazione e sulla formazione dei docenti, affinché i ragazzi possano sviluppare gli strumenti critici necessari per interpretare la realtà contemporanea».

Un concetto ribadito anche nel messaggio audio fatto pervenire da Simonetta Giordani (Associazione Civita): «Questo è un risultato storico — ha fatto sapere —. Essere la prima capitale dell’arte contemporanea per due piccoli comuni che hanno creato una continuità culturale ci dà l’opportunità di essere un faro per gli oltre cinquemila piccoli comuni italiani, dimostrando che la cultura è un potente motore di coesione sociale e sviluppo economico».

La conferenza è stata l’occasione per rimarcare la portata politica e strategica del patto tra Bolsena e Bagnoregio. «Bolsena e Bagnoregio sono due comuni che da tempo immemore hanno deciso di creare un’opportunità diversa di crescita — ha rimarcato il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte —. Per emergere, la cosa che fa la differenza è il gioco di squadra. Per questo i nostri due comuni, anziché diventare rivali, hanno scelto di lavorare insieme, mettendo a sistema le infrastrutture, i posti letto e la programmazione».

Gli ha fatto eco il primo cittadino di Bagnoregio, Luca Profili: «Io e Andrea siamo complementari, come lo sono le nostre città — ha evidenziato —. Questo riconoscimento deve essere una scossa per l’intera Tuscia. Abbiamo un’opportunità straordinaria che non dobbiamo disperdere. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare modo di lavorare, superando i campanilismi e pensando a un territorio unico che sappia fare rete con l’università, le associazioni e il capoluogo».

L’obiettivo dichiarato è duplice: attrarre un turismo lento e consapevole, capace di trattenersi oltre la classica visita mordi e fuggi, e soprattutto costruire un’eredità immateriale solida per le giovani generazioni della Tuscia.