Un chilo di cocaina tra Montalto di Castro e Torvaianica, la Cassazione conferma le condanne a 4 e 3 anni
24 Ottobre 2026
Un chilo di cocaina tra Montalto di Castro e Torvaianica, la Cassazione conferma le condanne a 4 e 3 anni

MONALTO DI CASTRO – La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per due cittadini albanesi di 30 e 21 anni, arrestati il 14 marzo 2025 a Torvaianica nell’ambito di un’operazione antidroga che portò al sequestro di oltre un chilogrammo di cocaina.

 

Le pene confermate sono rispettivamente di 4 anni di reclusione e 30mila euro di multa per il 30enne e di 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione e 20mila euro di multa per il 21enne.

 

L’arresto era scattato durante un controllo di polizia, seguito dalle perquisizioni personali e domiciliari dei due uomini.

 

Il più giovane era stato trovato in possesso di 48 dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 24 grammi, nascoste all’interno di tre pacchetti di sigarette.

 

La successiva perquisizione di un appartamento a Torvaianica, aperto con le chiavi in possesso del 30enne, aveva permesso di scoprire un quantitativo ben più consistente: oltre un chilogrammo di cocaina, equivalente a più di 5mila dosi, circa 9mila euro in contanti e il passaporto del 21enne, custodito nello stesso cassetto delle banconote.

 

Entrambi gli imputati avevano impugnato la sentenza della Corte d’appello di Roma del 17 dicembre 2025.

 

Il 21enne aveva sostenuto di essere un semplice acquirente e uno spacciatore occasionale, affermando di vivere e lavorare stabilmente a Montalto di Castro.

 

Secondo la sua ricostruzione, si sarebbe recato a Torvaianica esclusivamente per acquistare la droga trovata in suo possesso, negando qualsiasi coinvolgimento nella gestione del quantitativo sequestrato nell’abitazione.

 

La Cassazione ha però ritenuto la ricostruzione inattendibile, evidenziando alcuni elementi ritenuti incompatibili con la versione fornita dall’imputato.

 

In particolare, il passaporto del giovane era stato trovato nell’appartamento di Torvaianica, mentre dai verbali di polizia risultava che fosse stato visto uscire più volte dall’immobile nei giorni precedenti all’arresto.

 

La presenza del documento, le modalità di confezionamento delle dosi e le frequenti uscite dall’abitazione hanno contribuito a dimostrare, secondo i giudici, un legame continuativo con l’immobile.

 

La droga trovata addosso al 21enne è stata quindi considerata parte del quantitativo più consistente custodito nell’appartamento.

 

Diversa la motivazione con cui è stato respinto il ricorso del 30enne, dichiarato inammissibile perché sottoscritto personalmente dall’imputato e non da un difensore abilitato al patrocinio davanti alla Cassazione.

 

Il ricorso del più giovane è stato invece giudicato manifestamente infondato.

 

I giudici hanno escluso la possibilità di riqualificare il reato come fatto di lieve entità, considerata la rilevante quantità di stupefacente sequestrata, e hanno respinto anche le contestazioni relative al calcolo della pena.

 

Oltre alle condanne già stabilite nei precedenti gradi di giudizio, entrambi dovranno pagare le spese processuali e versare 3mila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.