ROMA – Era il 23 ottobre 1998 quando Lorenzo Cuneo morì travolto da un camion sull’autostrada A1 mentre si era fermato per aiutare un automobilista in difficoltà. Aveva solo 28 anni, ma la maggior parte passati al servizio dei più bisognosi. Un giovane laico, scout e volontario della Caritas, che ha fatto della solidarietà una scelta concreta di vita.
A gennaio 2025 è stato proclamato «Servo di Dio», definizione data dalla Chiesa quando si comincia una causa di beatificazione e canonizzazione.
La sessione di apertura della causa è fissata per venerdì 6 novembre, alle 12, nella Sala della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense, dove ha sede il Tribunale diocesano. A presiedere il rito sarà il cardinale vicario Baldo Reina. Il tribunale sarà composto da don Giorgio Ciucci, delegato episcopale, padre Gerardo Gallo, promotore di giustizia, e Marcello Terramani, notaio attuario. Postulatore della causa è Paolo Vilotta.
Chi era Lorenzo Cuneo
Nato a Roma nel 1970, Lorenzo era cresciuto alla Caffarella, zona che amava molto. Capo scout dell’Agesci, volontario della Caritas diocesana e studente di Scienze naturali alla Sapienza, aveva saputo tradurre la propria fede in un impegno quotidiano accanto alle persone più fragili. La sua profonda spiritualità, alimentata dalla preghiera e dalla partecipazione alla Messa, si univa a uno spirito di servizio senza confini. Tra le iniziative a cui era più legato c’era il cosiddetto «giro del giovedì»: insieme ad altri parrocchiani della chiesa di San Giovanni Battista de Rossi, raggiungeva le stazioni ferroviarie romane per distribuire panini e offrire conforto alle persone senza dimora: una sua idea che ancora oggi viene messa in prativa nella parrocchia. Non soltanto aiuti materiali, ma anche ascolto e attenzione alle storie di chi viveva ai margini.
In Bosnia, Ucraina e Romania per dare aiuto ai più fragili
Lorenzo era il classico bravo ragazzo di quartiere. Il tipo sempre gioviale che sorrideva a tutti. Quello che se ti vedeva al bar che prendevi il caffè con l’aria mesta ti poggiava una mano sulla spalla e ti chiedeva cosa succedeva. Non per forma, non per quieto vivere borghese, ma per puro e sano altruismo. Lorenzo era un giovane già fatto uomo, che con lo scoutismo aveva scoperto la via della solidarietà e del senso di comunità. Egli fu molto attivo nel comitato di quartiere dedicato al Parco della Caffarella che stava vivendo una grave fase di degrado e di abuso edilizio.
Tanto fu il suo impegno che venne eletto come consigliere comunale del IX Municipio con quella genuina voglia di fare per la collettività e di desiderio di cambiamento.
Per gli amici e per i familiari lui era come una trottola sempre in giro, sempre di corsa, arrivava tardi agli incontri ed andava via per primo, però, portava sempre a casa dei risultati concreti.
Ascoltava tutti e dopo che aveva compreso il succo del discorso diceva sempre “si è fatta ‘na certa” aggiungendo “che problema c’è? Ci penso io”. Ecco il perché del gesto dell’orologio. Purtroppo gli antichi erano soliti dire “muore giovane chi è caro agli Dei” e così anche Lorenzo è stato chiamato dall’altra parte troppo presto.
Anche la sua dipartita è stata sotto il segno dell’altruismo erano gli ultimi giorni di ottobre del 1998 e lui stava soccorrendo un’auto in panne sull’Autostrada del Sole purtroppo venne investito da un’altra autovettura.
Così a soli 27 anni un’anima nobile chiudeva gli occhi su questa terra. Il 3 novembre dello stesso anno, però, a solo 11 giorni dalla sua morte nasceva, per volontà dei genitori Dora e Claudio e di tutti i suoi cari, l’Associazione Lorenzo Cuneo Onlus che vuole mandare avanti il messaggio e il lavoro che il giovane attivista aveva cominciato.
E come spesso accade dei veri eroi scopriamo le gesta solo dopo. Difatti Lorenzo si era prodigato nel fare costruire una struttura ospedaliera a Bucarest per aiutare i bambini malati di AIDS. Così si era recato sul fronte bellico della ex Jugoslavia per soccorrere i più deboli. E non solo.
Fedele al messaggio evangelico della carità e del servizio agli ultimi tutti i giovedì sera si recava presso la Stazione Termini con cibo e bevande e li distribuiva ai più bisognosi e non si fermava solo al lato più “materiale” ma li faceva sedere in circolo e parlare affinché raccontassero le loro storie e i loro problemi. E Lorenzo, con un taccuino e una biro, segnava tutto nel tentativo di aiutarli.
E forse il messaggio dell’orologio sulla scultura è anche questo “il tempo è prezioso fatene buon uso”. L’amore che Lorenzo ha seminato non è stato dimenticato dalla sua gente.
Oggi esiste un premio della solidarietà a lui intitolato, un Largo che porta il suo nome tra Arco di Travertino e Via Carroceto, nonché una scuola materna, ed una statua.
Tra i tanti interventi alla scoperta della statua ricordiamo, in particolar modo, quello del suo amico omonimo che ha detto “nei fumetti ci sta l’Uomo Ragno che è l’eroe di quartiere, noi avevamo Lorenzo che era il santo del quartiere!”
L’inchiesta diocesana dovrà ora raccogliere e valutare gli elementi relativi alla sua vita, alle virtù e alla fama di santità, per verificare se sussistano i presupposti per proseguire il cammino verso la beatificazione.

