VITERBO – La stupenda struttura di Santa Maria delle Fortezze finalmente restituita alla città.
Sono stati infatti presentati ieri, alla presenza della soprintendente Margherita Eichberg, dell’architetta Federica Cerroni, responsabile unico del progetto, del vicesindaco Alfonso Antoniozzi e dell’assessore Aronne i lavori di resturo della chiesa, interventi della Soprintendenza per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale finanziati dal Pnrr attraverso il programma “Caput Mundi – Next Generation EU in Rome” destinato al Ministero della Cultura.
Il restauro è stato seguito dall’arch. Federica Cerroni, in qualità di Responsabile Unico del Progetto, la direzione scientifica e dei lavori delle indagini archeologiche è stata curata dalla dott.ssa Beatrice Casocavallo, la direzione lavori di restauro della Cappella Colonna, progettati dall’arch. Chiara Bellassai, sono stati diretti dal dott. Saverio Ricci.
Il progetto di restauro dei resti della Chiesa è stato redatto dalla arch. Maria Cristina Tullio che ne ha diretto i lavori, gli aspetti della sicurezza sono stati invece curati dall’arch. Alessandra Petretto. L’esecuzione è stata affidata alla ditta Ciorba e, per il segmento della Cappella Colonna, dalla ditta Koinè. Hanno altresì partecipato all’intervento l’arch. Monica Cola che ha realizzato il rilievo tridimensionale, la società Archeomatica e il dott. Sergio Pregagnoli che ha curato gli aspetti archeologici, la soc. Trigeo per le indagini geofisiche.
Un progetto ambizioso che ha lavorato su due fronti: rendere nuovamente leggibili e fruibili i resti dell’edificio e riconnetterli al tessuto urbano, in raccordo con la riqualificazione della passeggiata intorno alle mura realizzata dal Comune.
Prima dei lavori il monumento si trovava oltre due metri sotto il piano stradale, isolato da una recinzione e affiancato da parcheggi.
Gli scavi hanno riportato alla luce il basamento cinquecentesco, nascosto dai rimodellamenti stradali del Novecento, alcune sepolture e un articolato sistema di raccolta e regimazione delle acque.
Il rimodellamento del terreno ha permesso di recuperare gli accessi originari. Una passerella metallica accompagna ora la visita lungo il perimetro, collegando l’ingresso settentrionale ai resti dell’entrata secondaria sul fronte sud, raggiungibile attraverso una rampa.
L’estensione del finanziamento ha consentito di restaurare anche la Cappella Colonna, recuperando le decorazioni della scuola del Pastura, ricondotte a Valentino Pica, artista del quale si era quasi persa memoria. La costruzione della chiesa iniziò nel 1514 per volontà del Comune, sul luogo di un’edicola dedicata alla Beata Maria delle Fortezze. Affidata nel 1577 ai Minimi di San Francesco di Paola, fu consacrata nel 1649. Ai periodi di abbandono seguirono i bombardamenti del 1944, che distrussero la facciata orientale, la parte centrale e la cupola. Le demolizioni del dopoguerra ne modificarono ulteriormente l’aspetto. Il restauro ha cercato di suggerire i volumi perduti e recuperare l’unità dello spazio.
A guidare il lavoro, sotto la soprintendente Margherita Eichberg, uno studio che ha riunito archeologi, architetti, geologi, paesaggisti e restauratori, confrontando le indagini con le fonti d’archivio. Un recupero di storia urbana.
Per l’assessore Aronne un sogno che si realizza: “22 anni fa discutevo la mia Tesi di Laurea sulla ex chiesa delle Fortezze. Appena insediato nel ruolo di Assessore, durante una visita guidata, dissi che entro il mandato quello spazio sarebbe stato riqualificato e restituito alla città.
Ci sono opere che chiudono un percorso non solo professionale e ieri, con la riconsegna del cantiere gestito mirabilmente dalla Soprintendenza, questo percorso è arrivato a meta.
Su quel sito c’è ancora tanto da fare e andrà fatto ma per me ieri si è definitivamente chiuso un cerchio iniziato quando, da studente, immaginavo quello spazio restituito alla sua dignità. E l’emozione è stata tanta.”

