CELLENO – Successo di pubblico sabato mattina a Celleno per la presentazione del volume “Oltre l’abbandono. Cronache di una rinascita per Celleno Vecchio” (edito daLetteraVentidue). Circa 150 persone hanno riempito l’ampia sala dell’ex Convento di San Giovanni Battista, e le copie disponibili sono andate esaurite in poco tempo.
L’incontro, coordinato dal consigliere comunale Fabrizio Mecocci e aperto alle 10.30 dai saluti del sindaco Luca Beraldo, ha visto dialogare con l’autore Massimo Fordini Sonni la Soprintendente Margherita Eicheberg e il professor Alfonso Giancotti della Sapienza – Università di Roma, moderati da Andrea Felici.
Alla presentazione hanno partecipato anche gli ex sindaci di Celleno che, dal 1975 in poi, hanno accompagnato la storia recente del borgo: Eugenio Rastrelli, Marco Taschini e Marco Bianchi. La loro presenza ha dato all’incontro il valore di una testimonianza condivisa, a conferma dell’impegno costante, al di là delle stagioni amministrative, per la salvaguardia di Celleno Vecchio.
Hanno portato il loro saluto i consiglieri regionali on. Enrico Panunzi e on. Giulio Zelli che, insieme all’on. Laura Allegrini, già senatrice della Repubblica e oggi presidente della Fondazione Vulci, con la loro presenza hanno testimoniato l’attenzione delle istituzioni verso Celleno e il suo percorso di rinascita.
Il pubblico ha seguito con attenzione il racconto della storia del borgo: dall’abbandono alla scelta di Enrico Castellani, che nel 1973 ne fece la propria dimora e il proprio atelier, fino al percorso di recupero che il Comune porta avanti dagli anni Novanta, con il sostegno della Regione Lazio.
Il confronto si è concentrato in particolare sul tema architettonico: la possibilità che il contemporaneo possa convivere con l’antico, intervenendo sui volumi crollati e sugli spazi dismessi senza cancellare la memoria del luogo. È la questione al centro del volume, che raccoglie i progetti sviluppati nel “Laboratorio Celleno” da diverse università, con proposte concrete di recupero e nuove destinazioni d’uso, insieme a una sezione documentale sugli interventi realizzati.
La partecipazione registrata conferma l’interesse per Celleno Vecchio, esempio di rigenerazione dei centri minori abbandonati e banco di prova per il dialogo tra antico e contemporaneo.




















