Dalle passioni sportive al volontariato: le storie dei quattro militari morti nell’incidente in Bosnia
Cronaca
31 Ottobre 2026
Dalle passioni sportive al volontariato: le storie dei quattro militari morti nell’incidente in Bosnia

ROMA – Dietro i nomi dei quattro militari italiani morti nell’incidente dell’elicottero CH-47 in Bosnia-Erzegovina ci sono percorsi personali e professionali diversi, accomunati dal servizio nelle Forze armate e nella Croce Rossa.

 

Simone Ruggia e Claudio Marchesi erano in servizio nell’Aviazione dell’Esercito a Viterbo, mentre Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci appartenevano al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana.

 

Simone Ruggia, il legame con Salerno e le passioni sportive

 

Originario di Salerno e cresciuto nel quartiere Pastena, Ruggia prestava servizio al primo reggimento Antares di Viterbo.

 

Aveva lasciato la città campana per trasferirsi nel Lazio, senza però interrompere il rapporto con gli amici e con la comunità d’origine.

 

A raccontare alcuni aspetti della sua vita è stato un amico d’infanzia, che lo ha ricordato come una persona solare, generosa e sempre disponibile ad aiutare gli altri.

 

Nel gruppo di amici era conosciuto con il soprannome di “Friccolo”, rimasto legato a lui fin dai tempi della scuola.

 

Tra le sue passioni c’erano il mare, la corsa e il ciclismo.

 

A maggio si era sposato con Chiara. A Salerno vivevano ancora la madre e la sorella, con i suoi due figli.

 

Claudio Marchesi, lo sport e la vita a Viterbo

 

Aveva 35 anni Claudio Marchesi, originario di Orvieto e trasferitosi a Viterbo circa tre anni fa per ragioni di servizio.

 

Il sergente era appassionato di sport: praticava attività in palestra e amava lo sci, mentre il calcio aveva fatto parte della sua vita fin da ragazzo.

 

Un interesse che emergeva anche dalle fotografie condivise sui social, tra cui quelle scattate sulla neve.

 

La famiglia vive nella zona di Allerona, nell’Orvietano.

 

Marchesi lascia i genitori, un fratello e una sorella.

 

Franco Adriano Zecchillo, oltre quarant’anni nella sanità

 

La storia professionale di Franco Adriano Zecchillo era legata soprattutto al mondo sanitario.

 

Milanese, tenente del Corpo militare volontario della Croce Rossa, aveva lavorato per decenni come infermiere e tecnico specializzato in fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare.

 

Dopo le prime esperienze nel settore dell’emergenza, aveva iniziato a lavorare nel 1988 nell’allora Ussl 70 di Legnano.

 

Nel corso della carriera aveva prestato servizio in diverse strutture sanitarie lombarde, tra cui gli Ospedali Riuniti di Bergamo, il San Raffaele e l’Humanitas di Rozzano, fino all’ospedale di Legnano.

 

Aveva inoltre collaborato a lungo con l’Università degli Studi dell’Insubria, contribuendo alla formazione degli studenti e seguendo percorsi di laurea.

 

Anche dopo la pensione aveva continuato a mettere la propria esperienza a disposizione degli altri attraverso il servizio nella Croce Rossa.

 

Laura Procacci, dalla finale di Miss Italia alla Croce Rossa

 

Aveva 32 anni Laura Procacci, originaria di Andria e cresciuta a Montegrosso, frazione del territorio andriese.

 

La sua storia personale aveva attraversato esperienze differenti: nel 2012, a 18 anni, aveva partecipato alla finale di Miss Italia.

 

Successivamente si era trasferita a Roma per studiare Medicina e Chirurgia, affiancando al percorso universitario l’impegno nel volontariato.

 

Dal 2019 al 2022 aveva fatto parte della Misericordia di Canosa di Puglia, prima di entrare nel Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana.

 

Era soccorritrice qualificata e aveva maturato una preparazione specifica nella gestione delle emergenze e nell’evacuazione medica.

 

Nel marzo 2026 aveva prestato giuramento individuale come sottufficiale, diventando la prima donna a compiere questo passaggio nel Corpo militare volontario della Croce Rossa.

 

La missione in Bosnia-Erzegovina rappresentava la sua prima esperienza internazionale.

 

A ricordarla sono stati anche i rappresentanti delle comunità pugliesi nelle quali era cresciuta e aveva svolto attività di volontariato, che ne hanno sottolineato la generosità, il sorriso e la disponibilità verso gli altri.

 

Quattro storie diverse, accomunate dalla scelta di mettere le proprie competenze e il proprio impegno al servizio degli altri, in ambito militare, sanitario e umanitario.