ROTTERDAM (OLANDA) – Stasera Rotterdam. Stasera la temibile ed incandescente tana del Feyenoord. Una bella fetta di Champions, per l’Inter, passa proprio da qui. Chivu ha tutta l’intenzione di riscattare l’ennesimo derby della Madonnina perso e per farlo, rilancia ed assalta: torna alle due punte, c’è Pio con Thuram, dimostrando evidentemente d’aver appreso dai propri evidenti errori.
Calcio giocato, sì, ma non solo. Perché se stasera Dimarco si riprenderà la corsia di sinistra dopo un inizio di stagione balbettante rispetto ai livelli stellari raggiunti durante la scorsa, l’esterno resta un capitale dell’Inter. Un capitale che il club vuol onorare e blindare, anche perché raggiunta la piena maturità calcistica ed amante del nerazzurro lo stesso calciatore non ambisce a nient’altro che chiudere la carriera con questi colori addosso, cuciti sulla pelle.
Dimarco andava in scadenza a giugno prossimo. Ma la scadenza 2027 passa ormai all’imperfetto, perché il club ha intanto deciso di esercitare clausola ed estendere automaticamente il contratto fino al 2028. A chiudere intanto ogni discorso. Ma l’interesse di ambedue le parti è quello di legarsi non soltanto a futuro semplice, ma pure anteriore: già durante la sosta decolleranno discorsi per adeguare e blindare fino al 2030.
Se per Carlos Augusto la fumata bianca sembra dietro l’angolo e quel rinnovo può arrivare già durante la sosta novembrina, diverso il discorso per Calhanoglu: il regista turco andrà in scadenza a giugno prossimo e come ogni anno ammontano eccome richieste e sogni sul Bosforo. Galata e Fenerbahce, come sempre, alla finestra. Stavolta ancor più attente di prima. Occhio Inter, se non ti sbrighi te lo portano via..

