CIVITAVECCHIA – L’epilogo più amaro, ad Aranova. Nonostante una delle prove più orgogliose della stagione, dopo aver fatto tremar la capolista per 95 minuti. Prima di incassar quel pari che avrebbe definitivamente compromesso le speranze playoff. Per il Civitavecchia Calcio, quella di domenica con la Viterbese sarà soltanto l’ultima per congedarsi e ringraziare i propri sostenitori, senza più sogni di gloria. Una Vecchia che nella seconda metà di stagione ha dovuto rinunciare ad Alex Gagliardini, baluardo dell’autunno Castagnari, civitavecchiese doc, per un addio che fece rumore ma su cui forse non fu mai fatta chiarezza. E proprio alla fine dei sogni di gloria nerazzurri l’ex difensore centrale ha deciso di uscire allo scoperto e rivelar tutta la sua versione, quella di un rapporto mai decollato con Macaluso. Definito il “roscio”, che lo fece fuori. Sui propri canali social Alex si sfoga così: “Sono stato in silenzio fino ad oggi, e ora posso permettermi di scrivere solo ed esclusivamente perchè so di non mancare di rispetto ai miei compagni di squadra. Non volevo creare malumori, né intaccare un gruppo che dal giorno zero si è creato in maniera eccezionale. Ho iniziato questa avventura a Civitavecchia con una voglia ed un energia incredibile, la prima volta a casa, la prima volta con la maglia della mia città… a metà del percorso qualcosa si è intaccato quando l’avvento del roscetto così pieno di presunzione e con una premeditazione nei miei confronti che non avevo mai ricevuto nel mondo del calcio (senza aver mai capito il motivo) ha fatto si che questa mia avventura finisse in anticipo. Ho sopportato un mese infernale, mi sono sentito di troppo, ho visto che di calcio c’era ben poco quando venendo al campo anche un semplice saluto diventava una cosa forzata. Mi avete sommerso di affetto in questi mesi quando mi avete incontrato per strada , e mi avete fatto in centinaia sempre la stessa domanda :”Ma perché hai deciso di lasciare il Civitavecchia?” Ecco a voi le risposte, e no non sono quelle che vi ho sempre dato per svagare o per non creare polemiche sterili sempre per rispetto verso i miei compagni. Un piccolo uomo e a chi gli ha permesso tutto ciò hanno deciso per me. In questi mesi ho cercato sempre di prendere il bello di tutto ciò che accadeva giorno dopo giorno, ho viaggiato , ho fatto cose che nel corso dell’anno calcistico non ho mai potuto fare ma soprattutto ho dato più spazio ed importanza alle persone fondamentali della mia vita . Senza dilungarmi ulteriormente , dico solo che il calcio come la vita alla fine ti presenta sempre il conto. Ho ricaricato abbastanza le batterie , ci vediamo l’anno prossimo , SEMPRE A TESTA ALTA”.

