L’ex Banca d’Italia diventa il cuore pulsante dell’Ateneo: la rinascita di Latina città universitaria
Cronaca
25 Aprile 2026
L’ex Banca d’Italia diventa il cuore pulsante dell’Ateneo: la rinascita di Latina città universitaria

LATINA – Il futuro di Latina non passa più solo attraverso la sua vocazione agricola o industriale, ma si lega indissolubilmente alla crescita culturale e infrastrutturale garantita dal patto con l’Università La Sapienza di Roma. Il recente Consiglio comunale straordinario, nobilitato dalla presenza della Magnifica Rettrice Antonella Polimeni, ha sancito la nascita di un vero e proprio “polo pontino” destinato a cambiare il volto urbanistico e sociale della città. Al centro di questa trasformazione c’è il recupero di luoghi storici rimasti per troppo tempo silenziosi, primo fra tutti l’imponente palazzo dell’ex Banca d’Italia in piazza della Libertà. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’edificio non è passato di proprietà all’ateneo: rimane un bene della comunità acquistato dal Comune circa sei anni fa, ma affidato alla Sapienza attraverso una concessione trentennale che permette all’università di investirvi risorse per la riqualificazione e la gestione.

L’intervento sull’ex Banca d’Italia rappresenta la punta di diamante di una strategia di rigenerazione urbana che mira a riportare la vitalità dei giovani nel centro storico. Se già dal mese di maggio i primi spazi al piano terra e al primo piano inizieranno a pulsare di vita con l’apertura di sale studio e sportelli amministrativi, il cronoprogramma per il completamento totale dell’opera è ormai tracciato. Entro ottobre si chiuderà la fase della progettazione esecutiva per far partire la gara d’appalto a dicembre; il cantiere vero e proprio aprirà i battenti a febbraio 2027 e, dopo circa quindici mesi di lavori, restituirà alla città un complesso moderno dotato di laboratori informatici, biblioteche e aule d’avanguardia. Non si tratta però di un intervento isolato: la sinergia tra Comune e Sapienza coinvolge altri pezzi pregiati del patrimonio architettonico locale, come l’ex Garage Ruspi, anch’esso concesso per trent’anni, e i nuovi spazi ricavati dall’ex Tipografia e dall’ex Falegnameria, ormai prossimi all’inaugurazione per potenziare l’area di Medicina.

I numeri d’altronde parlano chiaro e giustificano un simile sforzo logistico: con oltre 4.100 studenti iscritti, Latina è oggi il polo universitario in maggiore crescita dell’intera galassia Sapienza. La predominanza dell’area sanitaria e farmaceutica, che da sola copre il 66% degli iscritti, dimostra come la città stia diventando un punto di riferimento per l’eccellenza scientifica, capace di attirare studenti anche grazie a corsi internazionali in lingua inglese. Per rispondere a questa “onda d’urto” di giovani ricercatori e studenti, l’amministrazione guidata dalla sindaca Matilde Celentano sta guardando oltre la didattica, puntando tutto sui servizi e sulla residenzialità. È in questa direzione che si muove il progetto per il nuovo studentato nella zona del Gionchetto, che dovrebbe garantire oltre 130 posti letto grazie ai fondi di Cassa Depositi e Prestiti, colmando quella storica carenza di alloggi che finora ha frenato l’attrattività del territorio per i fuori sede.

L’obiettivo finale, ribadito con forza dall’assessore Antonio Cosentino, è trasformare Latina da sede di passaggio a città universitaria a pieno titolo, dove studiare sia una scelta consapevole e non un ripiego logistico. La visione emersa dall’aula consiliare racconta di una città che ricuce il suo tessuto urbano partendo dalla cultura, trasformando vecchi “luoghi della memoria” in moderni centri di produzione del sapere. In questo quadro, il “patto di ferro” tra piazza del Popolo e il Rettorato romano non è solo una questione di mattoni e concessioni, ma un investimento politico a lungo termine sulla capacità di Latina di trattenere le proprie intelligenze e di attrarne di nuove, garantendo una continuità istituzionale che oggi appare più solida che mai.