ROMA – In un freddo martedì mattina di inizio maggio climaticamente sorprendente, la Roma giallorossa s’è risvegliata ancora con gli animi bollenti d’ambizione: l’ossimoro più desiderato in casa romanista, con la banda Gasperini adesso sì tornata prepotentemente in corsa Champions.
Già, col poker alla Fiorentina del Monday Night dell’Olimpico che ha francamente esaltato i palati giallorossi, la Roma è tornata a minacciar da vicino il Milan d’Allegri in piena crisi a tre lunghezze di distanza ma soprattutto la Juventus di Spalletti vicinissima ad un solo punto. Scavalcato il Como in sol boccone, tra l’altro: l’intenzione è quella di far tremare le nordiche in chiave Champions, ma al contempo assicurarsi comunque vada anche l’Europa League come minimo sindacale per la prossima stagione.
Ma anche dal punto di vista tecnico la vittoria giallorossa di ieri merita rilevanti considerazioni. Perché dal punto di vista dell’espressione, la versione gasperiniana emersa ieri è stata a tratti effettivamente esaltante. Calcio totale, tra braccetti e quinti che entrano o si sovrappongono, fraseggi in transizione o a difesa schierata. A segno Mancini ed Hermoso, due centrali, così come Wesley e Pisilli. In un 4-0 non è servito nemmeno poderoso Malen: insomma, sorrisoni.
Adesso la Roma deve solo continuare così. Sa che non può bastare, ma se Spalletti e la sua Juve dovessero commetter anche soltanto qualche sbavatura, la banda Gasp è lì pronta ad azzannare. Fantascienza, soltanto mesi fa. Applausi per l’ex tecnico dell’Atalanta, che specialmente dopo l’ultimo turbolentissimo aprile, s’è ripreso bella fetta di tifoseria.

