Civitavecchia – Via il braccialetto al medico accusato di aver picchiato la ex: a chiederlo è stata lei stessa
Cronaca
5 Giugno 2026
Civitavecchia – Via il braccialetto al medico accusato di aver picchiato la ex: a chiederlo è stata lei stessa

Il dottor Germano Ferri lo portava da cinque mesi. La giudice Cardinali revoca il dispositivo: incompatibile con le sale operatorie. Il divieto di avvicinamento resta

CIVITAVECCHIA – Germano Ferri, il medico di Civitavecchia accusato di aver aggredito la ex compagna lo scorso 20 gennaio, non dovrà più portare il braccialetto elettronico. Lo ha stabilito oggi la giudice Chiara Cardinali con un’ordinanza che rimuove il dispositivo di controllo, pur confermando integralmente il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

Il dato più sorprendente è che a chiedere la rimozione del braccialetto, per prima, è stata la stessa donna che lo ha denunciato. Costituita parte civile nel processo, durante la sua deposizione del 25 maggio ha confermato che Ferri non si è mai avvicinato, non ha mai violato la misura, e che lei stessa vuole che il dispositivo gli venga tolto.

I due vivono in comuni diversi e non frequentano gli stessi luoghi. Un consenso che tecnicamente non ha valore giuridico — la legge 168/2023 rende il braccialetto obbligatorio ogni volta che scatta il divieto di avvicinamento — ma che ha contribuito al quadro complessivo.

A sbloccare la situazione è stata una perizia tecnica. La giudice aveva incaricato il Commissariato di PS di Civitavecchia di verificare se il dispositivo fosse compatibile con l’ambiente ospedaliero.

Il 3 giugno è arrivata la risposta di Fastweb, gestore del servizio: il braccialetto non è compatibile con le apparecchiature radiogene né con gli strumenti diagnostici delle sale cliniche. Per Ferri, specializzando in Anestesia e Rianimazione alla Sapienza, questo significava di fatto non poter entrare in sala operatoria, in radiologia interventistica, in emodinamica. La direttrice della sua scuola di specializzazione lo aveva già messo per iscritto mesi fa.

Secondo la Corte Costituzionale, quando l’infattibilità tecnica del dispositivo è accertata, il giudice può tornare a valutare il caso con i criteri ordinari di proporzionalità. La giudice Cardinali ha fatto esattamente questo: episodio isolato, cinque mesi senza violazioni, vittima favorevole, lavoro e formazione bloccati. Il braccialetto va rimosso, il divieto resta. Con un avvertimento esplicito: alla prima violazione, la misura si aggrava.

Il processo per lesioni, minacce e tentata violenza privata prosegue. La difesa — avvocati Mario Antinucci ed Ernesto Tedesco — ha sempre contestato la ricostruzione dell’accusa. Ferri, nel frattempo, può tornare in corsia.