Il dramma di Rieti è tremendamente realtà. Nonostante una provincia tutta incollata ai teleschermi per seguire le prime gesta del suo più grande gioiello sportivo mai prodotto, ancora nuova beffa in un 2026 fin qui decisamente da dimenticare.
In occasione degli Europei di Birmingham infatti, Mattia Furlani è subito costretto al ritiro. Al primo salto di qualificazione, sente probabilmente un riacutizzarsi del problema accusato a Xiamen agli albori dell’estate, si volta verso il suo staff e con un labiale piuttosto inequivocabile sembra proferire “basta così”.
A quel basta seguono immagini che fanno male al cuore, al sentimento. Il giovane ma già campionissimo di Rieti, lunghista campione al Mondo a Tokyo 2025, lascia l’Alexander Stadium. Una passerella di quelle di cui tutti avrebbero voluto far a meno, anche avversari e tifosi di altre nazionalità, sportivamente: esce con la sedia a rotelle, scuote la testa, musi lunghi, il suo Europeo è già finito.
Ebbene sì, nemmeno iniziato è già terminato. Fa male, fa male a Rieti così come tutto al movimento azzurro, che perde la sua star più straordinaria nel salto in lungo. Settimane e mesi di recupero e preparazione agli Europei d’Inghilterra che si sgretolano, mentalmente e fisicamente, in un batter d’occhio. Fa male.

