MILANO – La notizia, per certi versi, è clamorosa. L’indomani della fine del calciomercato in entrata per tutte le italiane, la regina e campionessa d’Italia dell’Inter rischia seriamente di perdere proprio il direttore d’orchestra forse assoluto, dei suoi mercati.
Parliamo clamorosamente di Pierre Ausilio, oggigiorno considerato ormai uno dei migliori direttori sportivi del panorama nazionale. Certo, seguendo le direttive del presidente Marotta con cui per un decennio ha formulato una delle coppie più vincenti della classe dei dirigenti del nostro calcio, ma tra idee, visione e colpi perfetti per quel che serviva anno dopo anno s’è dimostrato all’altezza di ricoprir incarichi del genere ai massimi livelli del movimento tricolore.
Ausilio nel mondo è ormai assoluta istituzione. Il dirigente di Cinisello entrò per la prima volta ad Appiano nel 1998, pensate. Lavorò sotto le direttive di Branca prima d’esser promosso a DS nel 2014: da quel momento tre Scudetti, tre Coppe Italia e due finali di Champions. Le ricostruzione vincente con Conte, i trionfi con Inzaghi e Chivu.
Ma stavolta qualcosa sembra esser andato storto. Tra Ausilio ed Oaktree, o forse anche con Marotta stesso. Perché dalla scorsa primavera trattava rinnovo, ma dai piani altissimi non è mai arrivata tutta questa volontà evidentemente di trattenerlo. Non ha sentito tutta quella stima di cui aveva bisogno. Col contratto in scadenza nel 2027, in estate ha compiuto il suo lavoro, come sempre.
Ma si aspettava che qualcuno venisse altresì a trattar con lui. Nulla di tutto ciò. Trattative ferme e stagnanti dall’inizio dell’estate, ogni discorso sembra svanito nella culla. E così, di comune accordo col club, ha capito e maturato come forse il suo pluridecennale tempo nerazzurro fosse giunto alla fine. Ha dato disponibilità a chiudere la stagione e svolgere le sue mansioni anche anche a gennaio, ma a questo punto non è per nulla escluso che si vada verso un divorzio anticipato: ad ogni modo, chiaramente, si tratterebbe di rescissione consensuale.

