CIVITA CASTELLANA – All’alba del giorno dopo, stavolta sensazione miste. Nessun allarmismo, che resta l’aspetto più importante. Ma la Flaminia sognava e cercava anche in questo caso qualcosina di più. Anche perché è la mentalità che ha impostato Nofri ormai dalla scorsa stagione, quando decollò quella cavalcata mozzafiato in grado di proiettare i civitonici al carnevale dei sogni, sì, quello dei playoff.
Terra promessa che quest’anno è diventata l’obiettivo con cui i rossoblu hanno direttamente avviato la stagione. Ambizione e lungimiranza, bontà dell’operato, dirigenta e staff tecnico sulla stessa lunghezza d’onda. Per questo gran bella partenza, a nutrir a fatti l’ambizione. E l’infrasettimanale di ieri non può cambiar bilanci, asticelle, spirito e morale. Perchè stavolta, finendo nel girone E, la Flaminia s’è tuffata in Toscana. Realtà diverse, tutte da scoprire, possono sorger sempre nuove insidie.
Come Sasso Marconi. Che sotto due volte, sia in apertura del primo tempo che della ripresa, riprende ambedue le circostante la Flaminia; provata sì a scappare con Agrimi prima e Malaccari poi, ma inchiodata sul 2-2. Nel finale stavolta è mancato quel pizzico di smalto, forse dovuto alla stanchezza, per andare a cercar il gol dell’ennesimo controsorpasso. Ma quanto campionato e girone siano equilibrati, lo si vede dalla classifica: del poker in testa non vince/scappa nessuna, tutte a sette punti, non c’è una capolista in solitaria. Per questo la strada resta chiaramente sempre quella giusta: non sarà arrivata la terza vittoria stagionale in altrettante sfide disputate, ma vietati allarmismi.

