Serie A – L’ultima, poi sosta: decolla l’11° giornata, domani grandi sfide
Sport
7 Novembre 2026
Serie A – L’ultima, poi sosta: decolla l’11° giornata, domani grandi sfide

Altro giro, altra corsa. L’ultima, prima della sosta. Che sarà altrettanto l’ultima dell’anno solare e fortunatamente a dispetto di quella di settembre/ottobre durerà soltanto due settimane: sostanzialmente, un solo fine settimana senza calcio per club. Calciofili e fantallenatori, così come gli amanti del calcio per club, possono star più tranquilli.

Non si gioca di lunedì, giornata in cui le nazionali riabbracceranno i loro convocati. Per questo lo spezzatino che da anni ormai contraddistingue i weekend della moderna Serie A è partito già da ieri, col colpo del Venezia di Nicola che batte la nuova Udinese di Zanetti: sorpasso in classifica, ebbene sì, nonostante cambio d’allenatore friulani addirittura ultimi della classe.

Oggi Frosinone a Cagliari, alle 15 come Torino-Lecce. Ben quattro partite: alle 18 l’antipasto col derby emiliano tra Parma e Bologna, alle 20.45 Roma pronta a divorarsi pure il Sassuolo. Domani il grande giorno con tante sfide importanti e ricche di contenuti: apre la Lazio a Napoli, Gattuso senza Zaccagni ma sorprendente capolista a gonfie vele che vuol chiudere in bellezza, di fronte quel Max Allegri alla guida di una polveriera e forse già all’ultima spiaggia.

Alle 15, a proposito di ultime spiagge, Sarri con l’Atalanta a Monza: chissà, scherzetto dell’ex Juric? Alla stessa ora trasferta ad altissimo quoziente di difficoltà del balbettante Milan d’Amorim, ancora cantiere aperto, nella bolgia di Marassi col rinato Genoa di De Rossi.

Alle 18 super Inter-Como, sfida tra campioni in carica e chi ambisce a minare i pronostici scudetto nerazzurri. Grande spettacolo atteso a San Siro: giocate e tanti gol all’immediato orizzonte, sono queste le gare per cui la Serie A deve tornare spot all’estero. Alle 20.45 invece Fiorentina-Juventus, entrambe a caccia di continuità: rivalità ma tante assenze, il risultato prima di tutto, stavolta ancor più della prestazione. Quando ripartono, si fermano: per questo, proprio alla luce della missione continuità, l’esame vale tantissimo. Anche perché Spalletti ambisce all’ossigeno, soprattutto in chiave sosta.