TARQUINIA – La vicenda del Bonita Beach Club di Tarquinia non è ancora giunta ai titoli di coda, ma ha appena incassato un “tempo supplementare” fondamentale per il suo futuro immediato.
In un clima di forte tensione, mentre la stagione balneare 2026 è ormai alle porte, il TAR del Lazio ha deciso di congelare la situazione, impedendo — almeno per ora — che i cancelli dello stabilimento vengano chiusi forzatamente.
Tutto ha avuto inizio il 14 aprile 2026, quando il Comune di Tarquinia ha notificato alla società L’Arsenale s.r.l. (gestore del servizio per il triennio 2025-2027) un provvedimento drastico: la revoca immediata dell’affidamento e la risoluzione del contratto sottoscritto meno di un anno prima.
L’Amministrazione non si era limitata a revocare la gestione, ma aveva ordinato lo sgombero dell’immobile entro soli 15 giorni e l’annullamento delle licenze (SCIA) necessarie per somministrare cibi, bevande e per l’esercizio dell’attività balneare stessa. Una manovra che, di fatto, avrebbe cancellato la stagione del Bonita Beach ancor prima che iniziasse.
Alla base del “braccio di ferro” c’è un sopralluogo effettuato dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia il 9 marzo 2026. Quella relazione tecnica ha innescato la reazione del Comune, che ha contestato alla società inadempienze tali da giustificare la chiusura del rapporto e l’escussione della polizza fideiussoria.
Davanti al rischio concreto di dover abbandonare la struttura nel giro di due settimane, i legali della società (gli avvocati Carbone, Giuffré, Gai e Sciarra) hanno giocato la carta del ricorso d’urgenza.
Il 22 aprile 2026, il Presidente della Sezione Quinta Ter del TAR, Mario Alberto di Nezza, ha firmato un decreto monocratico che cambia momentaneamente le carte in tavola:
Sospensione cautelare: L’efficacia della revoca comunale è stata provvisoriamente sospesa.
Nessun “salvataggio” definitivo: Il giudice ha chiarito che la decisione è presa “impregiudicata ogni questione”, ovvero senza entrare ancora nel merito di chi abbia ragione o torto.
Tutela interinale: È stata concessa solo per evitare un danno immediato e irreparabile alla società gestrice in attesa del giudizio vero e proprio.
Se la società può tirare un sospiro di sollievo, si tratta di un respiro breve. Il decreto del Presidente serve unicamente a mantenere lo status quo fino a quando il Tribunale non si riunirà in forma collegiale.
La data da segnare sul calendario è il 12 maggio 2026, quando la camera di consiglio deciderà se confermare la sospensione per tutta l’estate o se dare il via libera definitivo al Comune per lo sfratto. Fino ad allora, il Bonita Beach resta in un limbo giudiziario: la stagione è salva solo sulla carta, in attesa che tra tre settimane la giustizia amministrativa scriva la parola fine — o un nuovo inizio — su questa contesa.

