Montefiascone – Sarà una superperizia tecnica a fare chiarezza sulle responsabilità legate al crollo del ristorante Miralago, la tragedia avvenuta nel giugno del 2023 in via Bandita durante alcuni lavori di ampliamento della struttura.
Davanti al gup Fiorella Scarpato sono comparsi l’imprenditore Adriano Menichelli, 69 anni, e il geometra Luca Ferri, 59 anni, entrambi imputati per omicidio colposo, lesioni colpose e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Ferri, coordinatore della sicurezza nella fase progettuale ed esecutiva del cantiere, ha avanzato richiesta di patteggiamento a un anno e mezzo di reclusione con lavori di pubblica utilità. Menichelli, titolare della ditta incaricata dei lavori, ha invece scelto il rito abbreviato subordinato a una nuova consulenza tecnica che sarà affidata dal tribunale, nel mese di giugno, a un collegio di esperti.
Il crollo avvenne la mattina del 18 giugno 2023. Una frana investì il ristorante mentre erano in corso lavori di sbancamento finalizzati all’ampliamento della struttura. Nel cedimento perse la vita il proprietario del locale, Paolo Morincasa, 72 anni. Gravemente ferito anche il cuoco Massimo Pini, 45 anni, recuperato dalle macerie dai soccorritori e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Rosa di Viterbo.
Nel procedimento si sono costituite undici parti civili: i familiari della vittima e il dipendente rimasto ferito, assistiti dall’avvocato Giuliano Migliorati.
Secondo l’accusa, Menichelli, in qualità di datore di lavoro, non avrebbe predisposto adeguate opere di contenimento del terreno accanto alle mura del ristorante, omettendo le necessarie misure di sicurezza durante gli scavi.
Contestazioni anche nei confronti del geometra Ferri, che avrebbe trascurato aspetti fondamentali relativi alla sicurezza del cantiere, in particolare riguardo al rischio di crollo e seppellimento durante le operazioni di sbancamento. Tra le omissioni contestate figurano la mancanza di elaborati tecnici sugli scavi e una valutazione completa dei rischi collegati alle lavorazioni e all’area circostante.
Determinante nell’inchiesta la consulenza tecnica redatta dall’ingegnere Rodolfo Fugger per conto della procura. Nella relazione, lunga 37 pagine, emerge come la tragedia sarebbe potuta essere evitata se il giorno precedente fossero state adottate misure immediate dopo il ritrovamento di una cavità sotterranea durante gli scavi.
Il 17 giugno, infatti, l’operatore dell’escavatore avrebbe segnalato di aver intercettato una grotta e di aver accidentalmente danneggiato parte della volta della cantina sottostante, creando un’apertura di circa un metro quadrato. Proprio in quei locali, poche ore dopo, Morincasa avrebbe perso la vita.
Dalla consulenza emerge inoltre che, nonostante il cedimento e i segnali di pericolo evidenti, non sarebbe stata disposta la chiusura totale della cantina e delle aree retrostanti il ristorante in attesa della messa in sicurezza del sito.

